Concerto di S. Stefano “Post”

26 Dicembre ore 10.30
Basilica di Santa Maria in Aracoeli_ Roma

Il Concerto di Santo Stefano
diretto da Luigi Cinque

Se volete ascoltare una delle più belle voci d'oriente mongolo come Urna Chagtar Tugki, se volete attraversare la world music tecnica e matura ai confini con il grande jazz e la contemporanea della Hypertext O'rchestra, con le voci splendide di Eleonore Fournai, Giovanna Famulari, al violoncello, Ludovica Manzo e un ensemble mitico di strumentisti e vocalisti, con la partecipazione straordinaria dei Fratelli Mancuso, e i più prestigiosi player di bag pipes, ghironde e drums presentatevi in tempo nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli il 26 alle ore 10,30.

Curato e diretto da Luigi Cinque, vedrà quest’anno, per la sua XXIV edizione, una rilettura particolare dei testi sacri della musica antica del seicento Europeo e Monteverdi usati come interfaccia per una Cantata Mediterranea. Sarà una lettura e un incontro in word music style e in questa veste sentiremo melodie del mondo, arabe ma anche mongole, straordinari solismi vocali, ensemble virtuosistici, toccate klezmer. L’Hypertext O’rchestra di Luigi Cinque sarà composta quest’anno da solisti di primo piano: una delle più importanti cantanti tradizionali e non solo del mondo asiatico Urna Chagtar Tugki, Giovanna Famulari al violoncello e voce, Ludovica Manzo voce e live electronics, Eleonore Fournai cantante Franco Curda con il multistrumentista Efren Lopez, Gabriele Coen sassofoni e clarinetti, Stefano Saletti corde, Ettore Fioravanti percussioni e lo stesso Luigi Cinque ai sassofoni, voce, gaida e tastiere. L’ensemble di bagpipes dirette da Alessandro Mazziotti, e diversi ospiti a sorpresa per una festa dai molti colori e dalle molte meditazioni possibili sul tempo controverso che stiamo attraversando. Parteciperanno – last but not least - gli ormai celebri Fratelli Mancuso con i loro straordinari brani vocali e strumentali. La Basilica di Santa Maria in Ara Coeli – edificata su antiche vestigia dai Francescani nel 1291e la cui scalinata trecentesca fu un omaggio alla Vergine per aver fatto cessare la peste nera - diventa così anche una nobilissima e metafisica piazza per un concerto di resistenza – di voci, ghironde, elettronica, fiati, archi, poetry, bagpipes - verso il futuro.

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